Le Aree Vegetazionali presenti alle pendici del Monte Baldo racchiudono autentici corridoi ecologici. Vi fiorisce una ricca biodiversità vegetale con erbe e piante aromatiche spontanee.

Un tempo il sale da cucina era merce preziosa, costosa e difficile a reperirsi. Alla carenza di sale contadini e pescatori hanno sostituito le erbe aromatiche per rendere i cibi più saporiti.

Accanto alle erbe “addomesticate” degli orti, come: Rosmarino (Rosmarinus officinalis), Salvia (salvia officinalis), Aglio (Allium sativum), Prezzemolo (Petroselinum crispum), Basilico (Ocimum basilicum), si raccoglievano e conservavano erbe aromatiche spontanee.

Tra primavera ed estate si usavano fresche, numerose specie: il Timo (Thymus vulgaris) detto pepolino , antibatterico, utile alla conservazione di carni e pesce che aromatizzava con “ardore”, cibi e pietanze; la Sanguisorba detta pimpinella (Sanguisorba minor, maior) o erba cetriolo, usata per insaporire con le sue foglie le insalate; la Santoreggia (Satureja montana) o erba acciuga , presente sui liscioni rocciosi , era scelta per erborinare formaggi di pecora e capra .

Nell’estate venivano raccolti vari specie di aglio : Latte di gallina (Ornithogalum umbellatum), Montano (Allium lusitanicum), Ursino (Allium ursinum), delle Streghe (Allium carinatum) utili per aromatizzare oli , aceti e cibi.

Per confezionare torte o frittelle dal gusto dolce/amaro si cercava il “Danièl” , il Tanaceto partenio (Tanacetum parthenium) che cresceva spontaneo negli incolti o negli orti.

Le consuetudini locali spingevano alla raccolta di erbe aromatiche utili a suscitare”giusto spirito” a grappe e vini: l’Artemisia (Artemisia vulgaris), l’Assenzio (Artemisia absinthium), la Ruta (Ruta graveolens), l’Asperula (Galium odoratum).

Tra gli arbusti aromatici si sfruttava l”ardore” dell’Alloro (Laurus nobilis) sui formaggi freschi e sul pesce (alborelle e sarde in salamoia) nonché su carni e selvaggina.

Il Ginepro (Juniperus communis) donava le sue bacche aromatizzanti per carni affumicate e per infondere gradevolezza a grappe e liquori.

Una pianta arbustiva come il Terebinto (Terebinthus pistacia), con le sue bacche ha sostituito la carenza di pepe, durante il periodo dell’embargo napoleonico di fine ‘700.

Le Erbe Aromatiche dell’area montebaldina, se in passato compensavano la mancanza di sale, oggi potrebbero consentire di ridurne l’uso, per evitare il rischio di patologie da non sottovalutare.

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