La presenza di formazioni vegetali di tipo mediterraneo nella fascia prossima al lago, è uno degli aspetti naturalistici più significativi dell’ambiente del Monte Baldo.
Tali formazioni del clima caldo e secco, caratterizzate dal presenza del Leccio (Quercus ilex), rappresentano un relitto dei popolamenti vegetali assai più diffusi un tempo in gran parte dell’Italia settentrionale.
Dopo l’ultima glaciazione, tali leccete si sono espanse nei periodi caldi, per ritirarsi poi in quelli più freddi, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui, nell’area baldense, sono ridotte in nuclei poco estesi in condizioni limite per la sopravvivenza.
A questa situazione si è arrivati anche a causa della progressiva diffusione degli insediamenti umani e della coltura dell’olivo in questi versanti a bassa quota.

QUERC-ILEX

Quercus Ilex L.

Il nome deriva dal celtico “Kaër quez” che significa “bell’albero”; “ilex” era il nome romano del Leccio.

Il Leccio è una specie a crescita lenta, molto longeva, che può presentare portamento di albero (alto fino a 25 mt) oppure cespuglioso, soprattutto ai limiti della sua zona naturale di diffusione. Ha una chioma fitta, è sempreverde con foglie coriacee, lucide superiormente e con pagina inferiore pelosa di colore grigio e vellutato, con margine intero o spinoso, che sono differenti tra di loro anche nella stessa pianta. Il frutto, la ghianda, ha la cupola che avvolge il seme per circa metà della sua lunghezza. Le radici sono molto sviluppate e provviste di un robusto fittone che penetra in profondità nel suolo.
Il Leccio è sciafilo, cioè amante dell’ombra, soprattutto negli stadi giovanili. E’ adattabile a diversi tipi di terreno, resiste all’aridità e predilige ambienti con estati calde. E’ una specie molto adatta alla ceduazione. Il legno, duro e compatto, di difficile lavorazione, è tra i più pesanti dei nostri climi. E’ molto usato come combustibile per il suo elevato potere calorifico e per produrre un carbone molto pregiato. La presenza di tannino rendeva il Leccio una fonte di sostanze per il trattamento delle pelli e del cuoio in epoca greca e romana.

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