Secondo la tradizione popolare, tramandata a voce, il nome della località è legato alla presenza di questa casa. Ciò risulta verosimile in quanto l’edificio, a differenza delle altre case isolate, presenta in pianta la caratteristica ripartizione in tre vani che ritroviamo nelle ville e nei palazzi residenziali veneti.

Attorno a questa palazzina vi è un’area sistemata in ampie terrazze, sostenute da scarpate.
Ai margini dei terrazzi, sul ciglio delle scarpate, sono tuttora presenti maestosi esemplari di castagni da frutto in precarie condizioni vegetative ed invasi da una fitta vegetazione arborea ed arbustiva che si sta espandendo in seguito all’abbandono della casa e delle attività agricole.

Le aree terrazzate, oltre che per la coltivazione dei castagni, in passato venivano utilizzate come seminativi per cereali e patate; nella zona in prossimità dell’abitazione vi era un piccolo orto e venivano coltivati anche alcuni filari di viti e vari alberi da frutto quali fichi, meli, peri, noci e sorbi domestici.

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