Posei di Biaza costituisce una espressione del dialetto locale ”Piccoli pozzi” per evidenziare “un punto d’acqua”, un tempo indispensabile per gli abitanti del piccolo borgo.

Si presentano come piccole vasche d’acqua ricavate naturalmente in strati rocciosi di formazioni calcaree accompagnati da manufatti rettangolari, più o meno capienti, per la raccolta e l’accumulo dei rivoli d’acqua.

La provenienza delle acque è frutto di piccole sorgenti alimentate in modo occasionale dalle precipitazioni atmosferiche che ne aumentano la portata nel corso dell’anno.

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Fino agli anni ’60 del secolo scorso e, in modo ancor più incisivo nei secoli precedenti, i “Posei di Biaza” erano parte integrante dei ritmi naturali e quotidiani di questo territorio: le donne vi attingevano l’acqua per uso domestico; in una apposita “vasca lavatoio” venivano immersi e lavati i panni; in un’altra vasca, infine, al mattino e verso sera, mandriani e contadini conducevano gli animali da soma e le loro piccole mandrie ad abbeverarsi. Durante il Medioevo i monaci, attenti custodi e amministratori di questa terra poco generosa, elencavano periodicamente i “punti d’acqua” che avevano valenza per la quantità d’acqua presente lungo l’arco dell’anno.

I “Posei di Biaza” venivano segnalati e registrati col termine “Vas” ovvero invaso, punto di raccolta d’acqua costante.
Essi rappresentano oggi una testimonianza storica e identitaria, peculiare della “Terra di Brenzone”, un valore per gli abitanti del luogo e per tutti gli ospiti che visitano questo sito.

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