La località è denominata “Pontare”, da un toponimo di origine veneta che significa salite, erte, a causa della brusca inclinazione del terreno.

Le mulattiere s’inerpicano dai borghi lacustri alle praterie del monte Baldo; confluiscono tutte alla chiesetta rurale di S. Antonio delle Pontare, dedicata al Santo Abate, protettore degli animali domestici, dei mulattieri e degli allevatori di bestiame.

L’ edificio sacro fu eretto presumibilmente nel ‘700 così come la statua lignea del Santo, posta sull’altare al suo interno.

La chiesetta a forma rettangolare, presenta una facciata ornata di rosone ,una finestra ad inferriata e una porta rettangolare, arricchita ai lati da due pietre che fungono da panca per la sosta e il riposo (polsaòre).

Un tempo l’esterno del luogo sacro era usato come luogo di fermata per i numerosi mulattieri,boscaioli e pastori che si spostavano in un andirivieni quotidiano.

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La località è stata ed è luogo di memoria e incontri : un tempo il 12 maggio si celebrava la festa annuale detta ”cargàr montagna” (festa dell’alpeggio).

Il 17 gennaio e il 25 aprile di ogni anno, gli Alpini tengono una festa per ricordare il Santo.

Dagli inizi del ‘900 fino a metà degli anni ’70 i giovani del territorio con le loro famiglie salivano alle Pontare a “far Pasquetta”.

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